Se siete su TechMuffin, sarete sicuramente quella fascia di utenti che viene definita “smanettona” da amici e conoscenti. Nello specifico, se siete nella sezione Android, sarete interessati al modding, alle custom ROM e a tutte le possibili modifiche che sono apportabili al vostro dispositivo su cui gira il sistema operativo di Google. Il procedimento per flashare una custom ROM ormai è cosa nota a tutti: si pulisce il dispositivo dalla vecchia rom, si flasha la nuova ROM ed il pacchetto gapps desiderato, che nelle sue molte varianti viene incontro ad ogni necessità. E se invece decidessimo di non installare il pacchetto per le applicazioni Google?

“E se non flashassi le G-Apps?”

Non eseguendo quest’ultima operazione il SO non conterrà nessuno dei componenti proprietari di Google, quantomeno quello principale su cui si basano molte app e che gestisce notifiche e GPS: i Google Play Services. A primo acchito il dispositivo sembrerebbe inutilizzabile, senza contatti, Google Play Store, e l’impossibilità di scaricare le applicazioni che tutti usiamo ogni giorno. Ma non deve necessariamente andare a finire così, con una pietra focaia bagnata al posto del telefono.

Alternativa alle G-apps

L’alternativa c’è, ed è molto valida, e si chiama microG, ma procediamo con ordine.
Su XDA tempo fa uscì un articolo in cui un utente provò ad usare la Cyangenmod 13 senza flashare le Google apps per testare quanto fosse utilizzabile ed eventuali miglioramenti in durata della batteria, perché si sa, i Google Play Services sono sempre stati dei mangia batteria.

Il risultato fu disastroso. Niente notifiche, niente Hangouts, niente mappe ed una batteria in linea con la normale configurazione che comprende le gapps. Fu perciò la prova definitiva che tolse dalla testa di tutti l’eventualità che la cosa potesse funzionare e la cosa sembrò finire lì.

Cos’è MicroG

Fui anche io molto interessato, e decisi di indagare. Venni a conoscenza del microG project, che attualmente è ancora in fase alpha, ma perfettamente funzionante. microG è un clone dei Google Play Services spogliato di alcune componenti e riscritto in alcune sue parti. Quello che si propone è di gestire le notifiche push, ad esempio le notifiche della presenza di aggiornamenti del Google Play Store e delle varia app di messaggistica istantanea, la posizione basata sulla rete, che normalmente funziona proprio grazie a Google ed eventualmente far credere al dispositivo che le gapps siano installate, nel caso in cui vogliate continuare ad usare il Play store normalmente. Ciò permetterà di non rinunciare a tutte le utili ed a volte indispensabili app che questo contiene.

Perchè utilizzare microG

A free-as-in-freedom re-implementation of Google’s proprietary Android user space apps and libraries.

Ma perché tutto ciò? Personalmente all’inizio pensavo ci fosse tutto da perdere e niente da guadagnare, ma dopo aver parlato con qualche utente molto vicino al progetto e affezionato utilizzatore della configurazione “no gapps” mi sono deciso a provare.
C’è da dire innanzitutto che chi abbraccia la filosofia no gapps in genere tende anche a volersi spostare il più possibile verso applicazioni open source ed in genere libere. Questo perché, come è cosa nota, Google fornisce servizi gratuiti a chiunque, guadagnando però sulla raccolta dei dati degli utenti, che poi vengono utilizzati a fini pubblicitari (su quanti dei siti che visitate abitualmente trovate annunci Google?) che rappresentano la loro vera entrata.
Questa è solo la punta dell’iceberg di un sistema tipico di una grande azienda che monetizza in modi che ad alcuni utenti proprio non va giù. La questione non è naturalmente motivo di scandalo, tutto ciò è risaputo da tempo, le politiche di riservatezza di Google e delle altre grandi società riportano tutto questo da molto tempo ormai, ma un’alternativa c’è e dato che è valida e tutto sommato non così pesante ho deciso di adottarla in prima persona, essendo già da tempo propenso all’utilizzo di software libero.

App alternative e rinunce

Scegliendo di optare per questa configurazione alternativa si dovrà rinunciare ad alcune cose. In primis ci sono le applicazioni Google:

Tali app infatti, non saranno disponibili per mancanza dei loro tanto cari Google Play Services.
Inoltre, pur scegliendo installare comunque il Google Play Store, molte applicazioni risulteranno inutilizzabili per la mancanza dei sopra citati servizi, che guarda caso google vorrebbe tutti gli sviluppatori implementassero. C’è però un’oasi felice di software libero e gratuito nel mondo dominato da google, ovvero F-Droid, il nostro miglior alleato in questa conversione.

F-Droid

F-Droid è uno store che raccoglie solo ed esclusivamente applicazioni libere sotto particolari licenze. Potrete tranquillamente sostituire tutte le vostre applicazioni di utilizzo quotidiano con quelle presenti su questo store. Personalmente non ho sofferto molto il passaggio e/o la mancanza di alcune applicazioni dal mio smartphone, in particolare ero uno degli ormai pochi utilizzatore di Hangouts, app che usavo per motivi di studio o semplicemente per fare video chiamate con amici lontani, ho potuto sostituire quest’app con Wire, presente sul play store o in download diretto dal loro sito.

Condizioni per utilizzare microG

Per utilizzare microG è necessario che nella custom ROM ci sia la presenza della signature spoofing, che serve a far credere al sistema che microG sia in realtà i Google Play Services. La ROM che ho utilizzato personalmente è la TugaPower, ormai matura per entrambi i dispositivi da me utilizzati e pensata per l’utilizzo con microG, come specificato nella pagina della ROM sul forum XDA. Degno di nota è che con l’utilizzo di microG si continua a garantire il funzionamento di alcune delle più famose app di cui qualcuno potrebbe sentire la mancanza, ad esempio di:

  • Youtube
  • la sopracitata City Mapper
  • Whatsapp

e molte altre, giusto nel caso in cui siate troppo attaccati a certe app ed abbiate bisogno di tempo per il distacco.

Parere personale

Dopo qualche settimana di utilizzo ho potuto concludere che l’esperimento era riuscito: ero diventato indipendente dalle applicazioni di Google, tranne per il Play store che stento a disinstallare. La mia batteria aveva subito un leggero miglioramento, niente di eccezionale, ma non era sicuramente quello il mio intento iniziale. Ho usato per diversi mesi il mio Oneplus One con microG e dopo il passaggio a Oneplus 3t ho voluto mettere anche sul mio attuale terminale microG e continuare ad usare Android con questa configurazione. Non sento assolutamente la mancanza dei numerosi wakelock dei Google Play Services per la ricerca della posizione.

Thread XDA di microG

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