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Google Cardboard vs Samsung Gear VR

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La realtà virtuale in generale ma soprattutto quella per smartphone sta prendendo molto piede nel 2016. I due rivali principali in questo campo sono Samsung (con il Gear VR) e Google (con il Google Cardboard V1 e V2).

Premesso che se non avete un dispositivo compatibile con il visore di Samsung non potrete usarlo (S7, S7 edge, Galaxy S6, S6 edge e S6 edge+), ecco quale tra i due prodotti è quello più adatto a voi (per la prova è stato utilizzato un S7 Edge e un LG G4).

Google Cardboard

Google Cardboard è una piattaforma per la realtà virtuale, molto particolare e soprattutto accessibile. Si tratta di un visore “fai da te”, in cartone. E’ possibile infatti costruirlo da soli scaricando la guida ufficiale di Google oppure comprarlo su Amazon spendendo dai 5 ai 10 euro.

Il problema è che si rompe molto facilmente (il mio infatti dopo averlo fatto provare ad un po’ di amici si è deformato e strappato in alcuni punti). Su Internet sono nate varie versioni del visore dei Google, meno economiche ma più comode, come il VR Box (essenzialmente è un Google Cardboard con le lenti movibili e fatto di plastica), che useremo per questo confronto.vr box

Innanzitutto, è compatibile con tutti i telefoni, sia Android che iOS, a patto che questi non siano troppo grandi da non entrare nel visore (e in questo caso esistono delle versioni per smartphone più grandi). Le applicazioni VR si trovano sul Play Store, e sono quasi tutte gratis. Il problema è che molte sono “esperienze vr”, giochini che ti portano in giro per lo spazio o tra i dinosauri ma che durano solo 10 minuti. Certo alcune sono fantastiche (consiglio soprattutto Titans of Space, Vr Roller Coaster e Space Explorer VR), ma dopo averne provate alcune vi sarete già annoiati.

Un punto a favore per Cardboard è però la presenza sul Play Store dell’app Trinus Gyre. L’app in questione funziona collegando lo smartphone al computer via cavo USB o WiFi, permettendo di giocare ai vostri giochi preferiti su PC in realtà virtuale, quasi come se fosse un Oculus Rift. Ho acquistato l’app (costa 8,99 euro, ma se avete un buon telefono sono soldi ben spesi), e l’ho provata con un LG G4 su vari giochi, e devo dire che sono rimasto stupefatto. L’alta risoluzione del telefono permetteva di leggere qualsiasi scritta, anche la più piccola. L’unico contro è che con il cavo USB non sarete in grado di avere molta libertà di movimento, e se invece usate la modalità wifi l’esperienza sarà abbastanza scadente, con risoluzione bassa e blocchi continui (a meno che non abbiate una connessione da paura, si intende).

Samsung Gear VR

Il visore di Samsung è decisamente più costoso di Carboard, ma è altrettanto più efficace, costa infatti 129,99 euro, ed è compatibile solo con pochi telefoni Samsung. Vi consiglio di ottenerlo con qualche offerta, magari gratis assieme all’acquisto di un S7.

Innanzitutto, il primo punto a favore che si nota rispetto al rivale, è il livello di immersività più elevata (fondamentale per qualsiasi visore). Nonostante l’immagine sia di qualità minore (riuscivo infatti a vedere i pixel dell’s7, cosa che non notavo con LG), rende decisamente un’idea più definita della profondità di ciò che si osserva.

La seconda cosa che si può notare è la presenza di uno store a parte solo per le applicazioni per Gear, lo store “Oculus”. La cosa buona è che le app sono tutte “di qualità” (sul play store ce ne sono molte fatte veramente male), e che è possibile trovare dei veri e propri giochi per la realtà virtuale, ma anche le cosiddette esperienze VR, ma degno di questo nome e veramente mozzafiato (sono molto più immersive di quelle per Cardboard, e sfruttano al massimo le potenzialità del visore). Il punto negativo riguardo la presenza dello store Oculus, è che le app gratuite sono veramente poche, e quelle a pagamento non costano uno o due euro come su play store, ma di media dai sei ai dieci.

Per quanto riguarda gli accessori, questo visore è dotato veramente di tutto: sul lato destro sono presenti le frecce direzionali, con un tasto di conferma al centro (quello che mi ha sorpreso è che non sono dei bottoni cliccabili, ma basta sfiorarli), poi un tasto di ritorno in alto, due tasti per aumentare e diminuire il volume, e un sensore posizionato tra le due lenti che rileva se stiamo usando il visore. Se ci stacchiamo infatti, il telefono entrerà in una sorta di stand-by, finché non rimetteremo in testa il Gear. Nella parte inferiore è presente un’entrata micro-USB per poter mettere in carica il telefono, ma è praticamente inutile, siccome surriscalderebbe troppo lo smartphone, e il cavo impedirebbe la libertà di movimento della testa.

pulsanti laterali Gear VR

Nel 2016 i visori per la realtà virtuale stanno provando a entrare in modo sempre più prepotente nel mondo degli smartphone, provando a offrire il miglior rapporto qualità/prezzo, ma ancora non siamo arrivati a un punto importante: quale sarà il vero utilizzo che renderà utile un VR su smartphone? Attualmente potrebbero essere considerata una “moda” non avendo un campo specifico d’utilizzo. Che il Project Dream, il nuovo progetto di Google, possa darne un senso reale?

Lo vedremo con il tempo, noi vi ricordiamo di seguirci su Facebook (trovate i link in alto sul sito) per rimanere aggiornati, di commentare per proporre altri confronti con altri VR o dirci cosa ne pensate e di condividere l articolo con i vostri amici per aiutare il sito a crescere!

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