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Seagate crea un hard disk da 10TB a base di elio

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In occasione di un evento organizzato a Boston (Stati Uniti) HGST ha mostrato il funzionamento del suo nuovo hard disk da 10 terabyte a base di elio. Presentato per la prima volta lo scorso settembre, l’innovativo hard disk di HGST (Hitachi Global Storage Technologies) utilizza le proprietà fisiche dell’elio per consentire di arrivare alla capacità di 10 Terabyte pur conservando l’affidabilità che contraddistingue i prodotti con archiviazione minore. Seguendo i passi di Western Digital che ha creato con Hitachi il primo HDD pieno di elio, Seagate decide di seguire i passi dell’azienda rivale: L’enterprise capacity 3.5 HDD da 10 terabyte. Ma, a cosa servirà questa soluzione? La risposta più corretta è: ridurre l’attrito tra i componenti meccanici e favorire una densità maggiore tra i piatti. L’elio ha una densità pari a un settimo di quella dell’aria. Seagate conferma inoltre che il suo nuovo Hard Disk ha una cache che permette di avere prestazioni migliori e con la tecnologia Power Choiche si avrà una gestione migliore dei consumi in idle. Con PowerBalance si potranno bilanciare consumi e prestazioni di imput/output di operazoni per secondo. È indicato inoltre un tempo medio di guasti ogni 2,5 milioni di ore. L’azienda commercializzerà il prodotto in due varianti: una con interfaccia SATA a 6 Gbps e una SAS  a 12 Gbps. Questo Hard Disk è stato adottato per essere testato da alcune grandi multinazionali: come Huawei e Alibaba nei loro server di memorizzazione.  Purtroppo il prezzo di questo nuovo hard disk a elio non è stato ancora dichiarato. Continuate a seguirci per altre novità sul mondo della tecnologia.

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  • La rinascita dei dirigibili da trasporto merita particolare attenzione da parte degli investitori.
    Tuttavia, c’è un problema potenzialmente serio. In realtà, questo problema non
    colpisce solo i dirigibili – potrebbe avere un impatto economico molto
    più ampio. Tutti i dirigibili moderni utilizzano elio per
    galleggiare. L’elio è un gas molto leggero, significa che volatilizza
    da solo nello spazio, quando viene rilasciato. Alle temperature normali,
    la velocità di alcuni atomi del gas è superiore alla velocità di fuga
    planetaria.
    L’elio in genere viene recuperato come sottoprodotto della produzione di gas
    naturale – ma molto, molto lentamente. Questo ha portato alcuni
    scienziati, come Peter Wothers, ad invocare il recupero obbligatorio
    dell’elio. Facciamo un passo indietro. Che cosa è esattamente l’elio? Si
    tratta di un gas – ma è anche un elemento chimico. Pertanto, a
    differenza di gas come il metano, non può essere ottenuto da altri
    elementi.
    Inoltre, è sorprendentemente non reattivo. A differenza dell’idrogeno, non può
    essere prodotto scindendo una molecola più grande.
    La sua leggerezza (combinato con la non-infiammabilità) significa che
    possiamo usarlo in modo sicuro per i dirigibili. Possiamo anche usarlo
    per i dischi rigidi di bassa energia, come quelli fatti da Western
    Digital. È versatile – Ma cosa possiamo fare, se abbiamo bisogno di esso
    in grandi quantità?
    Beh, ci sono due strategie disponibili. In primo luogo, possiamo prendere
    provvedimenti più aggressivi per recuperare elio dal gas naturale (come
    Gazprom). La percentuale di elio è solitamente inferiore all’1%, ma a
    volte fino al 7%. È recuperato da un processo di liquefazione ad alta
    intensità energetica. Siamo attualmente abituati alla liquefazione del
    gas naturale che fa la spola intorno al pianeta nelle navi. Che è un
    grande passo verso il processo di recupero dell’elio – significa che il
    recupero più diffuso è potenzialmente redditizio.
    In secondo luogo, possiamo prendere l’approccio alternativo di ricercare
    l’elio direttamente. Questo diventerà sempre più importante in un mondo
    di energia rinnovabile a basso costo. Non accadrà per qualche decennio ancora. La ricerca di depositi di elio è quindi un approccio promettente. C’è stata una
    scoperta di elio che ha recentemente annunciato la Tanzania (Elio One).
    Si tratta di una fonte enorme –bastante per circa sette anni di consumo
    globale.
    Ma non pensiate che questo sarà un mercato di monopolio. L’Università di
    Oxford e di Durham hanno identificato le montagne rocciose come percorso
    alternativo. In sintesi: l’elio è già un gas critico per un’ampia
    varietà di usi, a livello globale. Nel frattempo, siamo probabilmente di
    fronte a una crisi di approvvigionamento, nei prossimi decenni. Di
    conseguenza, i pionieri saranno sul carro vincente.

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